giovedì 30 aprile 2009

Legalizzare, soluzione al narcotraffico.



Notizie dal mondo - Droga legale minor male

L'Economist si domanda se per combattere il narcotraffico oltre a spendere inutilmente miliardi di dollari per prevenzione, controllo e repressione, sia utile e meno dannoso legalizzare le droghe.
Gli Sati Uniti ed il Messico sono in guerra continua e la malavita messicana prolifera e riesce, con gli ingenti proventi derivanti dal traffico a corrompere, comprare, muovere persone, giudici politici ed ex militari.

Senza dubbio la legalizzazione è una soluzione migliore di quella che offre il proibizionismo.
Legalizzare a mariuana potrebbe non essere così dannoso. Alcool e Tabacco mietono più vittime. Lobby legali come lo Stato, permette dunque a migliaia di giovani di ubriacarsi senza freni andando ad incrementare il numero di persone che ogni anno muoiono per queste due cause "legali". Un solo morto nella storia è stato accertato per mariuana.
Perchè allora continua ad esserci un cieco proibizionismo nei confronti di questa sostanza.
Lo Stato come attore ha il dovere di intervenire nella vita dei propri cittadini per il loro bene. Si sta agendo nel senso opposto.
Legalizare non vuol dire droga libera per tutti. Significa regolamentare la vendita e l'uso continuando a fare informazione.
Certo non tutti i paesi saranno poi in grado di farlo. Credo che per il nostro, sia meglio continuare a proibire, poichè non siamo mai stati capaci di regolamntarci da soli. Se in Italia si legalizzasse o regolamentasse l'utilizzo di sostanze stupefacenti sarebbe il caos. La mancanza dell'applicazione della legge e l'arte italiana per superare ostacoli legislativi creerebbero altri mercati paralleli che andrebbero a vanificare ogni sforzo ed ogni battaglia fino a qual giorno combattuta.
Rifiutiamoci

Dalla parte dei Pirati?



Notizie dal mondo - Pirateria Oceano Indiano

http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2810223.html

Rifiutarsi di condannare o di incoraggiare la pirateria. Ad ogni comportamento segue una reazione uguale e contraria.
Pirati non si nasce e se per anni arrivassero navi e scaricassero rifiuti tossici nelle acque di casa nostra e se mio figlio si ammalasse per colpa di questi rifiuti...probabilmente anche io diventerei un pirata. Probabilmente anche tu lo diventeresti!!!
Aziende italiane e svizzere per hanni hanno smaltito i rifiuti in maniera illegale pagando 3 euro per tonnellata invece che 1000 come dovrebbero fare in Europa.
Noi siamo sempre abituati e dovremmo rifiutarci di continare a pensare che sempre più le nostre economie sono collegate e interdipndenti.
Non possiamo cotruire centrali nucleari senza renderci conto di dove e come verranno smaltiti i rifiuti. Fino ad oggi non ce ne siamo interessati e così i pirati assaltano le nostre navi da crociera per ricordare a noi occidentali che la nostra ricchezza è la loro povertà.
La globalità del sistema se da un lato si è rivelato un grosso vantaggio per l'economia mondiale ha reso possibile la risposta a soprusi e ingiustizie che il popolo occidentale e bianco ha perpetrato nei secoli da parte di persone che fino ad oggi erano inesistenti per grande parte del mondo.
Non si tratta di giustificare o osannare la criminalità o pirateria, si tratta di riequilibrare la bilancia e prendere prima di tutto noi, coscienza che è moralmente accettabile diventare pirati per sopravvivere poichè altri metodi "civili" fino ad oggi non hanno portato nessun risultato.


Rifiutiamoci

mercoledì 29 aprile 2009

Rifiutiamoci

Senza spettatori lo spettacolo muore!

Niente più è sostenibile, dall'alimentazione alla politica, dai trasporti al mondo del lavoro.
In Italia il precariato è prassi ed i giovani si devono accontentare di 5 euro l'ora in nero e quando non servono più, come spugne gettate di nuovo alla affannosa ricerca del "posto di lavoro"; questa chimera che tanto anima le menti di qualsiasi genitore, ansioso di vedere il proprio figlio in una scatoletta chiamata "MEDICO" "AVVOCATO", "IMPIEGATO", "POSTINO""OPERAIO". Ai giovani non si da sicurezza, non si da futuro!
Tra poco la parola pensione dovrà essere sostituita nel vocabolario. Non esisterà più, il sistema è collassato.
La crisi ci sta già insegnando molto.
Il sistema deve rientrare nei meccanismi che sono stati alterati dalla ricerca di facili profitti e forse, impareremo che fino ad oggi abbiamo vissuto oltre le nostre possibilità. L'Italia paga ogni hanno circa 80 miliardi di euro di INTERESSI sul debito, 80 miliardi! Chi, e sopratutto come si può pensare un futuro per questo paese? Un paese che non investe nella ricerca, non aumenta la spesa pubblica, non crede nella scuola e sopratutto non investe sui suoi cittadini, lasciando il Sud allo sbando nella povertà ma costruendo treni ad altà velocità per essere al passo con l'Europa!!!
Siamo al capolinea la riforma deve essere radicale a partire da ognuno e dai comportamenti quotidiani ma sopratutto smettendola di essere continuamente impotenti di fronte ad un sistema che comunque va avanti.
Siamo spettatori paganti e vogliamo vedere lo spettacolo. Senza spettatori lo spettacolo muore!
Rifiutiamoci