
1929. La crisi economica sconvolge gli Stati Uniti, l’economia ancora poco globale all’interno dei paesi occidentali viene messa a dura prova e sulle cause economiche ancora oggi non si è concordi.
“Una violenta sproporzione tra cresita reale e speculazione borsistica, il collasso del credito al consumo, la riduzione dei consumi stessi e il conseguente aumento del tasso di disoccupazione crearono le premesse per una rapida e profonda crisi che investì tutti i campi delle attività economiche, costringendo il paese alla recessione. Il crollo del 24 ottobre (giovedì nero) e del 29 ottobre (martedì nero) 1929 e delle quotazioni azionarie alla borsa di New York non fu altro che l'evento simbolo di un processo di grandi dimensioni che investiva un paese minato paradossalmente dalla grande fiducia e dalla speranza nel futuro”.(WIKIPEDIA)
A seconda della scuola di pensiero gli strumenti messi in campo furono differenti.
Il New Deal di Roosvelt seguiva l’idea che se si fossero creati da parte dello stato nuovi posti di lavoro allora la domanda di beni si sarebbe rialzata e la crisi si sarebbe superata.
Anche la Germania uscita sconfitta dalla prima Guerra mondiale, cresceva a ritmi spaventosi sotto la guida di Hitler, ansioso di dare sfogo ai suoi numerosi e malefici progetti.
La soluzione che gli Stati Uniti e Germania adottarono infine per arrivare al 1939 in piena forma fisica, militare era affidarsi alla fiorente economia degli armamenti.
Costruire carri armati, aerei e fucili impiegava molte persone ridando un po di ossigeno all’economia del paese contribuendo a consolidare la potenza di fuoco di un paese che di li a poco avrebbe portato alla morte di milioni di persone.
2008. crisi economica in questo caso globale. Partita dagli Stati Uniti ma allargatasi velocemente a molti paesi già economicamente fragili (come il nostro) questa crisi mette in chiara luce gli aspetti perversi di una economia di speculazione e poca trasparenza del sistema bancario assicurativo mondiale.
Le soluzioni poste sul piatto sono la riduzione del tasso di interesse e incentivi per il sostegno delle politiche del lavoro e del sostegno alla spesa.
Alcuni stati come l’Italia hanno però ben ripensato a quel 1929 e alla soluzione più facile di ricorrere al mercato delle armi per racimolare quegli spiccioli che, facendo lievitare il PIL (vergognoso indice di prosperità di un paese) ci hanno permesso di mascherare questa crisi e la grave situazione che in cui versa il nostro Paese.
I dati parlano chiaro e i 131 caccia bombardieri che il governo italiano comprerà saldando il conto di circa 14 miliardi di euro nel 2026 ne sono una prova. Al posto di rilanciare l’economia investendo questo denaro in azioni volte al sostegno dei disoccupati e dei precari l’ Italia pensa che sarebbe meglio ammodernare la flotta aerea ormai obsoleta.
Lo stato italiano è il primo produttori di armi del Paese e ha bene compreso come muoversi.
L’importante è che anche i cittadini dello stato che pagano questi aerei lo sappiano. La consapevolezza prima di tutto e poi l’azione o l’inerzia. Spetta solo ad ognuno di noi deciderlo.
Per info http://www.banchearmate.it/ http://www.disarmo.it/ http://www.controlarms.it/
Rifiutiamoci
“Una violenta sproporzione tra cresita reale e speculazione borsistica, il collasso del credito al consumo, la riduzione dei consumi stessi e il conseguente aumento del tasso di disoccupazione crearono le premesse per una rapida e profonda crisi che investì tutti i campi delle attività economiche, costringendo il paese alla recessione. Il crollo del 24 ottobre (giovedì nero) e del 29 ottobre (martedì nero) 1929 e delle quotazioni azionarie alla borsa di New York non fu altro che l'evento simbolo di un processo di grandi dimensioni che investiva un paese minato paradossalmente dalla grande fiducia e dalla speranza nel futuro”.(WIKIPEDIA)
A seconda della scuola di pensiero gli strumenti messi in campo furono differenti.
Il New Deal di Roosvelt seguiva l’idea che se si fossero creati da parte dello stato nuovi posti di lavoro allora la domanda di beni si sarebbe rialzata e la crisi si sarebbe superata.
Anche la Germania uscita sconfitta dalla prima Guerra mondiale, cresceva a ritmi spaventosi sotto la guida di Hitler, ansioso di dare sfogo ai suoi numerosi e malefici progetti.
La soluzione che gli Stati Uniti e Germania adottarono infine per arrivare al 1939 in piena forma fisica, militare era affidarsi alla fiorente economia degli armamenti.
Costruire carri armati, aerei e fucili impiegava molte persone ridando un po di ossigeno all’economia del paese contribuendo a consolidare la potenza di fuoco di un paese che di li a poco avrebbe portato alla morte di milioni di persone.
2008. crisi economica in questo caso globale. Partita dagli Stati Uniti ma allargatasi velocemente a molti paesi già economicamente fragili (come il nostro) questa crisi mette in chiara luce gli aspetti perversi di una economia di speculazione e poca trasparenza del sistema bancario assicurativo mondiale.
Le soluzioni poste sul piatto sono la riduzione del tasso di interesse e incentivi per il sostegno delle politiche del lavoro e del sostegno alla spesa.
Alcuni stati come l’Italia hanno però ben ripensato a quel 1929 e alla soluzione più facile di ricorrere al mercato delle armi per racimolare quegli spiccioli che, facendo lievitare il PIL (vergognoso indice di prosperità di un paese) ci hanno permesso di mascherare questa crisi e la grave situazione che in cui versa il nostro Paese.
I dati parlano chiaro e i 131 caccia bombardieri che il governo italiano comprerà saldando il conto di circa 14 miliardi di euro nel 2026 ne sono una prova. Al posto di rilanciare l’economia investendo questo denaro in azioni volte al sostegno dei disoccupati e dei precari l’ Italia pensa che sarebbe meglio ammodernare la flotta aerea ormai obsoleta.
Lo stato italiano è il primo produttori di armi del Paese e ha bene compreso come muoversi.
L’importante è che anche i cittadini dello stato che pagano questi aerei lo sappiano. La consapevolezza prima di tutto e poi l’azione o l’inerzia. Spetta solo ad ognuno di noi deciderlo.
Per info http://www.banchearmate.it/ http://www.disarmo.it/ http://www.controlarms.it/
Rifiutiamoci
Nessun commento:
Posta un commento