
San Pedro Sula, Honduras, 28 Giugno 2009
L’ Honduras ha un nuovo Presidente della Repubblica: il liberale Roberto Micheletti, Presidente del Congresso. E’ notizia delle 14:30, ora locale, che Manuel Zelaya sia stato destituito dal Congresso, per la presunta violazione di costituzionalità del referéndum convocato per oggi, 28 di giugno. La cosiddetta “4 Urna” e’ stata argomento di discussione nelle ultime settimane nel paese: un processo che ha coinvolto l’opinione pubblica di tutto il paese, spaccandola a metà. Manifestazioni a favore e contro la Consulta popolare si sono succedute nelle ultime settimane; tutto si e’ svolto con tranquillita’ e senza nessun incidente rilevante.
La tensione ha iniziato a crescere martedì, a seguito dell’approvazione da parte del Congresso di una norma chiamata “Legge Speciale” che regola il Referendum e il Plebiscito, secondo la quale e’ proibito organizzare una consulta popolare 180 giorni prima e 180 dopo la data delle elezioni generali. L’ Honduras e’ chiamato a votare il 29 di noviembre 2009 per eleggere un nuovo presidente, nuovi sindaci e deputati. La spaccatura fra potere esecutivo da un lato e il legislativo e giudiziario dall’altro e’ risultata evidente quando la Corte Suprema ha annullato un ordine del Presidente che destituiva il Capo di Stato Maggiore, il Generale Romeo Vasquez Velasquez. Questa decisione di Zelaya e’ dovuta al rifiuto da parte del Capo di Stato Maggiore di appoggiare il referéndum del 28 giugno. La Corte Costituzionale del Paese ritiene che sia stata un’azione incostituzionale e per questo ha revocato l’ ordine del Presidente. Un aperto contrasto fra i tre poteri dello Stato; si credeva di aver raggiunto il punto massimo di tensione venerdi 26, quando Mel ha iniziato una marcia verso la caserma delle Forze Aeree dove venivano custodite le urne elettorali per la consulta di oggi. I militari non si sono opposti e anche questa azione e’ risultata senza incidenti. Zelaya ha dimostrato inoltre di essere in grado di muovere una buona base sociale. Nessuno si aspettava che la Corte Suprema potesse emettere un ordine di arresto nei suoi confronti; questo ordine ha portato all’ intervento militare alla Casa Presidenziale alle prime ore dell’ alba.
Manuel Zelaya e’ stato prelevato dalla sua abitazione e trasferito in Costa Rica. L’ elettricità e’ stata tolta in molte zone del paese, le principali citta’ (Tegucigalpa e San Pedro Sula) son rimaste senza energía dalle 7 am alle 11:00 am e i media televisivi hanno praticamente oscurato le informazioni, passando notizie di calcio e cartoni animati. Le notizie che sono seguite a questo fatto sono molte e confuse: inizialmente sulle pagine web dei principali quotidiani hondureñi girava un comunicato secondo cui il Presidente aveva presentato le proprie dimissioni, notizia poi smentita dallo stesso Manuel Zelaya in conferenza stampa dal Costa Rica. Il Venezuela di Hugo Chavez ha minacciato l’ intervento, cosa che se si verificasse provocherebbe molti disordini nel paese; inoltre secondo le dichiarazioni ufficiali non riconoscera’ nessun altro presidente in carica che non sia Zelaya. Al momento si tratta quindi di seguire l’evolversi della situazione. L’ OEA, l’ UE, le UN, l’ ALBA hanno manifestato la propia contrarieta’ in relazione ai fatti che si sono verificati nel paese.
La gente e’ scesa in piazza, qui a San Pedro Sula ci sono circa 500 persone nel Parque Central: attivisti del Partito Liberal, militante di vari movimenti ed organizzazioni di sinistra. Si attende con ansia le 4:00 pm, ora in cui i militari hanno decretato el Toque de Queda, una specie di coprifuoco a livello nazionale, per costringere i manifestanti a rientrare alle proprie case. Purtroppo si teme un intervento violento dei militari nei loro confronti.
Claudia
L’ Honduras ha un nuovo Presidente della Repubblica: il liberale Roberto Micheletti, Presidente del Congresso. E’ notizia delle 14:30, ora locale, che Manuel Zelaya sia stato destituito dal Congresso, per la presunta violazione di costituzionalità del referéndum convocato per oggi, 28 di giugno. La cosiddetta “4 Urna” e’ stata argomento di discussione nelle ultime settimane nel paese: un processo che ha coinvolto l’opinione pubblica di tutto il paese, spaccandola a metà. Manifestazioni a favore e contro la Consulta popolare si sono succedute nelle ultime settimane; tutto si e’ svolto con tranquillita’ e senza nessun incidente rilevante.
La tensione ha iniziato a crescere martedì, a seguito dell’approvazione da parte del Congresso di una norma chiamata “Legge Speciale” che regola il Referendum e il Plebiscito, secondo la quale e’ proibito organizzare una consulta popolare 180 giorni prima e 180 dopo la data delle elezioni generali. L’ Honduras e’ chiamato a votare il 29 di noviembre 2009 per eleggere un nuovo presidente, nuovi sindaci e deputati. La spaccatura fra potere esecutivo da un lato e il legislativo e giudiziario dall’altro e’ risultata evidente quando la Corte Suprema ha annullato un ordine del Presidente che destituiva il Capo di Stato Maggiore, il Generale Romeo Vasquez Velasquez. Questa decisione di Zelaya e’ dovuta al rifiuto da parte del Capo di Stato Maggiore di appoggiare il referéndum del 28 giugno. La Corte Costituzionale del Paese ritiene che sia stata un’azione incostituzionale e per questo ha revocato l’ ordine del Presidente. Un aperto contrasto fra i tre poteri dello Stato; si credeva di aver raggiunto il punto massimo di tensione venerdi 26, quando Mel ha iniziato una marcia verso la caserma delle Forze Aeree dove venivano custodite le urne elettorali per la consulta di oggi. I militari non si sono opposti e anche questa azione e’ risultata senza incidenti. Zelaya ha dimostrato inoltre di essere in grado di muovere una buona base sociale. Nessuno si aspettava che la Corte Suprema potesse emettere un ordine di arresto nei suoi confronti; questo ordine ha portato all’ intervento militare alla Casa Presidenziale alle prime ore dell’ alba.
Manuel Zelaya e’ stato prelevato dalla sua abitazione e trasferito in Costa Rica. L’ elettricità e’ stata tolta in molte zone del paese, le principali citta’ (Tegucigalpa e San Pedro Sula) son rimaste senza energía dalle 7 am alle 11:00 am e i media televisivi hanno praticamente oscurato le informazioni, passando notizie di calcio e cartoni animati. Le notizie che sono seguite a questo fatto sono molte e confuse: inizialmente sulle pagine web dei principali quotidiani hondureñi girava un comunicato secondo cui il Presidente aveva presentato le proprie dimissioni, notizia poi smentita dallo stesso Manuel Zelaya in conferenza stampa dal Costa Rica. Il Venezuela di Hugo Chavez ha minacciato l’ intervento, cosa che se si verificasse provocherebbe molti disordini nel paese; inoltre secondo le dichiarazioni ufficiali non riconoscera’ nessun altro presidente in carica che non sia Zelaya. Al momento si tratta quindi di seguire l’evolversi della situazione. L’ OEA, l’ UE, le UN, l’ ALBA hanno manifestato la propia contrarieta’ in relazione ai fatti che si sono verificati nel paese.
La gente e’ scesa in piazza, qui a San Pedro Sula ci sono circa 500 persone nel Parque Central: attivisti del Partito Liberal, militante di vari movimenti ed organizzazioni di sinistra. Si attende con ansia le 4:00 pm, ora in cui i militari hanno decretato el Toque de Queda, una specie di coprifuoco a livello nazionale, per costringere i manifestanti a rientrare alle proprie case. Purtroppo si teme un intervento violento dei militari nei loro confronti.
Claudia
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