lunedì 24 dicembre 2012

Democratura: perdita di sovranità di un popolo

Sebben la democrazia sia il governo del popolo e sia stato così fino dagli antichi greci, oggi è necessario soffermarsi sulla deriva che questo concetto sta vivendo ancor più in tempo di crisi.
Il popolo non è più sovrano. Gli è stato vietato di eleggere i propri rappresentanti che invece vengono direttamente scelti dai partiti, i requisiti referendari come il finanziamento pubblico ai partiti, per cui il popolo si espresse con forza per la sua abolizione, vengono aggirati scavalcando liberamente la volontà popolare, le elezioni primarie sono a pagamento e dunque non per tutti ed infine in campagna elettorale i partiti al potere cercano di cambiare le leggi per impedire a nuovi soggetti politici di entrare in parlamento. In tutto questo il popolo non ha deciso ancora nulla.
Come può essere chiamato un sistema di questo tipo?  Non certo democrazia ma  nemmeno dittatura. La "democratura" è un ibrido accettato e tollerato che riprende evidenti caratteristiche da queste forme di governo. Un sistema in cui il mandato imperativo viene meno e dopo la formazione illegittima di un parlamento il popolo non ha più nessun potere.
La libertà di poter esprimere il proprio dissenso esiste, anche se fortemente limitata da squadre di poliziotti antisommossa figli anche loro di una crisi e di un sistema arteriosclerotico, che sa solo sopprimere il problema piuttosto che affrontarlo.
Non c'è più spazio per il dissenso, o meglio c'è nella misura in cui non porta a nessun cambiamento perchè la via è ormai  segnata e non c'è spazio per soluzioni alternative. In Islanda sono ripartiti da zero sono crollati e si sono ricostruiti. Sangue e lacrime sono necessarie e per ogni rivoluzione, violenta o non violenta, bisogna "combattere". Fino a che avremmo il pane andrà bene, non ci interessa di altro fino a che non verrà toccato il nostro singolo interesse. Questo i politici lo sanno da tempo; noi li votiamo ed in cambio abbiamo il calcio, le slot machine e tolleranza su delicati temi come la corruzione, l'evasione, il falso in bilancio etc. Do ut des dicevano i latini.
Le cose stanno cambiando i vecchi partiti scricchiolano, in Sicilia il primo partito, il Movimento 5 Stelle, formato da persone comuni, vuole ripristinare il significato di democrazia con un programma semplice di pochi ma chiari punti.
Il popolo è sovrano, i politici sono nostri dipendenti e da sempre i dipendenti dialogano e si confrontano con il capo. Se non lavorano vengono licenziati. Non esiste caso contrario. La nostra Italia ha dimostrato al mondo come anche una Democrazia possa essere lontanissima dall'accezione che un inglese, un francese o un norvegese hanno e di quanto essa può essere ingiusta. Fino a che i ministri dell'istruzione in Italia possono dichiarare liberamente che è stato costruito un tunnel di 750 km che attraversa la penisola da nord a sud senza essere mandati in esilio e licenziati in tronco, continueremo a credere alle favole e non ci sarà via d'uscita. Informarsi, partecipare e domandarsi è l'unica via d'uscita per essere consapevoli del mondo intorno a noi e ritornare ad essere i veri protagonisti del nostro futuro. Errare è umano, perseverare è diabolico.

martedì 24 agosto 2010

La coerenza è il nuovo nome della pace













Se come affermava Paolo VI trenta anni fa: “Lo sviluppo è il nuovo nome della pace”, oggi appare chiara la necessità di aggiungere, che se lo sviluppo non è coerente, sembra difficile poter arrivare alla pace sperata e acclamata da molti. La coerenza, è il nuovo nome della pace.
La coerenza nelle azioni e nelle scelte della nostra vita quotidiana ha più impatto sulla pace che lo sviluppo incoerente e autoreferenziale.
Lo sviluppo, che viene da molte associazioni, privati, enti, che si impegnano per un mondo di pace e di non violenza, contro le guerre e le vittime civili dei conflitti, deve essere sostenuto ma sostenibile.
Tra i molti aspetti di sostenibilità mi riferisco in particolare alla gestione delle risorse finanziarie di tali soggetti.
La coerenza relativa a questo aspetto, vuole che ci si rivolga a Banche che con i loro investimenti e profitti, non vadano contro l’etica e la trasparenza auspicabile per la costruzione di un vero mondo di pace.
Non sempre è così. Associazioni di cooperazione internazionale, che lavorano a tutti gli effetti per un auspicato sviluppo, si ritrovano ad avere conti correnti presso banche che sostengono più o meno intenamente il mercato internazionale delle armi (http://www.banchearmate.it/). Ci sono infatti Banche che si offrono in maniera del tutto legale e dietro compensi sostanziosi, di supportare e in alcuni casi, sostenere direttamente questo mercato.
Un mercato che si rivolge sempre più, proprio a paesi in via di sviluppo. Un mercato sostenuto da ogni soggetto cliente di queste banche. Un mercato che porta violenza, morte e distruzione proprio in quei paesi in cui queste associazioni lavorano per lo sviluppo….invano. Gli obietivi del Millennio dell'ONU non sono stati nemmeno lontanamente avvistati e non sembra che alla fine ci sia un reale volontà di farlo.
Lavorare per la pace e sostenere la guerra, credo sia fondamentalmente sbagliato e incoerente.
 Le “Banche Armate” non spiegano questo ai propri clienti, la trasparenza di cui riempiono gli opuscoli è a senso unico, come i vetri dietro ai quali i testimoni riconoscono i criminali. La banca sa tutto di noi e noi molto poco di quello che fa con i nostri ormai miseri risparmi. Ma le informazioni ci sono e bisogna cercarle.
Chiedere una condotta piu’ etica alla propria banca e’ un diritto di ogni singolo correntista e a farlo con maggior vigore dovrebbero essere quelle associazioni che con i loro patrimoni hanno una voce più forte e più influente.

Rifiutiamoci

sabato 14 agosto 2010

Bentornato spirito democratico



Sono tornato dall' Inghilterra dopo un anno e con sorpresa il Governo è in crisi. Con un sentimento misto di gioia e delusione alla fine credo di potermi ritenere contento.
La gioia, sta nel fatto che finalmente Berlusconi (speriamo) andrà a casa ed uscirà dalla scena politica, anche se forse non finirà tra cavoli e pomodori o in esilio come il suo amico Craxi. 
La delusione, che Fini e il suo gruppo abbia aspettato così tanto tempo per opporsi e rifiutarsi di continuare a fare la pedina all'interno di questo gioco di ruolo. 
Si, mi sembra che alla fine possiamo definire così la nostra politica. Un gioco di ruolo fatto di alleati e nemici e di nemici alleati con il Master coperto dalla carica del Presidente della Repubblica non all'altezza del ruolo  ricoperto.
Quando Fini decise di entrare a far parte del PDL rimasi sorpreso di come la decisione fosse arrivata in maniera repentina e poco discussa. Oggi ho capito che alla fine il Presidente della Camera, aveva un suo piano per ristabilire un equilibrio democratico in questo paese. Un piano senza precedenti, un piano per sovvertire il quadro istituzionale senza l'uso di militari.
Le mie perplessità sono già rivolte ad un post Berlusconi. Chi ha la capacità di prevedere come un possibile Governo eletto dal popolo in questa situazione di caos politico potrà governare questo Paese? Se già cambiassero la legge elettorale eliminando le liste preconfezionate dai partiti sarebbe già un forte segnale di cambiamento.
Oggi come mai è necessario abbandonare il concetto di Destra e Sinistra e abituarsi ad una politica che fuori dal  saluto romano o dal pugno chiuso, sia capace di riportare un po di luce e speranza all'Italia.
Futuro e Libertà, lo schieramento guidato da Fini propone di rendere legittime le coppie di fatto anche gay e il PD sta a guardare. Questo è solo un piccolo esempio di come non possiamo più essere schiavi degli schieramenti; la politica è vivere quotidiano e non può essere chiusa in una semplice definizione di "DESTRA o SINISTRA". 
Come il marito al volante, che per litigare con la moglie rischia di sbandare disinteressandosi del proprio avvenire, i politici presi dalle loro "personali" questioni politiche hanno dimenticato che sono alla guida di un paese. Questo è esattamente quello che è avvenuto nell'ultimo anno della nostra storia politica ma forse la moglie ha detto basta e ha ricordato al marito che quando si guida forse è il caso di prestare attenzione per evitare di farsi male. 
Bentornato "spirito democratico" dunque, sei sempre il benvenuto e anche se avrai molte difficoltà nel ristabilirti e farti riconoscere, adesso forse siamo più disposti ad ascoltarti.
Rifiutiamoci




mercoledì 3 marzo 2010

TG1 della vergogna: "prescritto" non vuol dire "assolto"










Che la democrazia in Italia fosse in via di estinzione lo sapevamo già. Molti segnali, dalla corruzione politica dilagante, all'impossibilità di eleggere i propri rappresentanti, grazie alle liste confezionate dai partiti, fino alla gestione dei mass media, monopolizzata dal Presidente del Consiglio.

Non mi sorprende, che il TG1 nell'annunciare che l'avvocato MILLS è stato assolto dal reato di corruzione relativa a 600000 mila dollari che sarebbero stati depositati sul suo conto da Silvio Berlusconi, abbia dichiarato palesemente il FALSO! Mills non è stato condannato perchè il reato è caduto in prescrizione, cioè il tempo per processare quella persona è scaduto (ricordo che i tempi sono stati notevolmente ridotti da una delle "Leggi Berlusconi" la Cirielli) ma il reato c'è e Mills era stato già condannato a 4 anni e 6 mesi!

http://politicaesocieta.blogosfere.it/2010/02/mills-prescritto-e-colpevole-libero-e-il-giornale-esaltati-berlusconi-aspetta-gennaio-2011.html
Il TG1 dichiara ripetutamente il falso. Il nostro Presidente del Consiglio, controlla benissimo le reti Governative, al punto di arrivare a trasformare la realtà e far dire il falso ai propri "giornalisti servi".
Se non fosse così, cioè fosse stato commesso un errore, Il CDA della Rai, avrebbe già dovuto licenziare il direttore per aver commesso un così grave errore o ancor meglio il Direttore del TG1 (tale Augusto MINZOLINI http://www.youtube.com/watch?v=fNjnBE7-JCg) avrebbe dovuto rassegnare le sue dimissioni....nulla di tutto questo è successo!
Chi ancora mi vuole convincere che siamo in un paese democratico è invitato a darmi una defnizione di "DEMOCRAZIA".

E' stato creato un gruppo su Facebook per chiedere sanzioni al TG1 per diffusione di cotante falsità!

http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=380461210040

Venerdì il gruppo organizza la consegna delle firme al Direttore del TG1.

ecco il video http://www.youtube.com/watch?v=Bwk6Osb0PcA
Rifiutiamoci

sabato 16 gennaio 2010

La semantica terroristica










Questa definizione sottostante è tratta dalla voce "Terrorismo" di Wikipedia alla sottovoce "Storia".

"Premettendo che è molto arduo trattare un quadro storico del fenomeno, in quanto è difficile dare una definizione netta e condivisa del termine che ai suoi margini sfuma in differenti tipologie, possiamo ritenere che anche prima dell'attuale supporto mediatico, siano esistiti gruppi o singoli individui che incutevano paura e terrore per fini di predominio." No more comment.

Chi sono i terroristi?

Partendo dunque dalla parola Terrorista e dal significato che oggi le se attribuisce, credo che sia giunto il momento di cambiarglielo:
TERRORISTA: persona o gruppo organizzato che coperto dalla propria carica istituzionale o corporativa e dal controllo mediatico, compie azioni premeditate volte a suscitare reazioni nel nemico, tali da essere considerate sufficientemente gravi da giustificarne l’annientamento intellettuale e fisico.

vedi anche voce "Terrorismo di Stato"

Rifiutiamoci


sabato 5 dicembre 2009

NO B-DAY un successo storico












Carissimi,

molto deluso dal Blog di Beppe Grillo che non ha divulgato minimamente la manifestazione del 5 dicembre per chiedere le dimissioni di Berlusconi e in generale per protestare delle condizioni disastrose in cui il versa il nostro paese, sono molto felice della riuscita della manifestazione.
Oltre il numero di partecipanti veramente notevole e ringraziando coloro che hanno aderito, grazie alla rete e anche al mio blog, volevo fare alcune considerazioni sull evento.
Prima i tutto questa non era solo una manifestazione contro Berlusconi ma anche una manifestazione di protesta e indignazione nei confronti di come questa Italia continua ad essere amministrata.
In secondo luogo è assolutamente una novità che tutto cio' sia nato senza l'intervento dei partiti, mostrando la forza dell'opposizione popolare in Italia.

E' nato un movimento enorme, fuori dalle logiche partitiche. Quando ci sono in gioco diritti fondamentali, quali il lavoro la casa e il pane quotidiano, la libertà di pensiero e di espressione, non si puo' essere di un partito o di un altro ma la natura umana porta gli individui a collaborare al di la dei colori. E' stato bello scegliere un colore, inusuale e nuovo un po' funebre, ma che unisca tutti: il viola.
La stampa estera parla di questa manifestazione, (EL PAIS on line era in prima pagina) e anche se domani Berlusconi dichiarerà una partecipazione mediocre l importante è che la gente si sia incontrata, le famiglie, i figli, i giovani che pensavano che dopo tangentopoli sarebbe andata menglio, cani carrozzine e persone perbene, fuori dagli schemi politici e partitici.
Molti esponenti della sinistra erano in piazza ma credo che se avessero lavorato un po meglio nel passato non saremmo arrivati a quest situazione.
L'architettura democratica e costituzionale nel nostro paese è in pericolo, bisogna risolvere il conflitto di interessi e fino a che il sistema di governo seguirà lo schema Berlusconiano, non si potrà parlare di reale politica ma solo di antiberlusconismo.
La politica è altro ma il popolo italiano negli ultimi anni è stato assorbito dalla quotidiana SAGA BERLUSCONIANA della quale si è stufato.
Nonostante questo, secondo alcuni sondaggi il Presidente del Consiglio e il PDL hanno aumentao del 3% il loro consenso. Ma come è possibile?

La chiave di tutto è nei sistemi di informazione, la realtà di oggi è cio che TV e giornali ci dicono.

Internet (che il governo Berlusconi ha tentato di imbavagliare con una proposta di legge del Senatore D'Alia http://www.youtube.com/watch?v=DspArIPgTYo) di cui la maggior parte degli italiani non ha dimestichezza, è la soluzione e questa manifestazione ne è la prova. Se basiamo le nostre "informazioni" sulle 6 reti private (Raiuno, Raidue, Raitre, Ialia 1, Canale 5 e Rete 4) del nostro Presidente del Consiglio abbiamo poche speranze di sapere realmene cio' che succede al di fuori della nostra piccola comunità.
Basta TV o giornali o meglio basta essere creduloni di fronte a tv e giornali, l'informazione reale è sempre più difficile da trovare. I giornalisti sempre piu' servi e sempre meno consapevoli dell'elevato potere nelle loro mani.
Le cose possono cambiare! Se pensiamo che alla fine del 1800 in Sud Africa i "neri" a casa loro non potevano camminare sullo stesso marciapiede dei "bianchi", perchè non può cambiare la situazione in questo paese? I tiranni prima o poi cadono. La storia ci insegna che è solo questione di tempo, prima di cambiare l Italia dobbiamo cambiare gli italiani!

Rifiutiamoci

giovedì 26 novembre 2009



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